metal italia
Recensione di Raffaele "Salo" Salomoni
Nati nel 2002 dall’incontro artistico di Simone Bigioli, Andrea Dosseni e Luca Bonometti, i Brain Heart Infusion si lanciano subito nella composizione di pezzi originali, dopo due anni passati a riproporre cover di classici hard e heavy. Un demo pubblicato nel 2004 è la prima ‘voce’ alzata in aria dalla band, a cui segue il presente “The Fugitive”, più incentrato sul progressive metal e più focalizzato a livello generale. Un ottimo artwork, curatissimo in ogni suo particolare fa da confezione ad un lavoro completo, della durata di quarantacinque minuti, divisi in sette tracce dalla lunghezza abbastanza sostenuta. Come era lecito intuire dal nome della band, l’obiettivo principale dei Nostri è proprio quello di compenetrare mente (virtuosismi) e cuore (passione), scacciando via le accuse di freddezza che troppo spesso sono dirette a chi propone dell’ottimo progressive metal. L’obiettivo è raggiunto solo in parte, in questo caso, ma non possiamo esimerci dal lodare i ragazzi, in quanto “The Fugitive” si attesta sicuramente su un ottimo livello, pur mostrando tutte le influenze a cui la band ha fatto riferimento. L’opener “Starlight” richiama i Dream Theater degli esordi, specialmente per l’uso della chitarra, “The Fugitive” suona come un mix tra Fates Warning e ultimi Dream Theater (la prima digressione di chitarra/tastiere è pericolosamente simile a quanto proposto dagli americani in “Scenes From A Memory”). Ottima “Day By Day”, quasi fusion nelle sonorità, e graziata da un ottimo Luca Bonometti alle chitarre. Un piccolo appunto va fatto alla produzione, che troppo spesso lascia in disparte le chitarre, privandole quindi del mordente necessario, come avviene in “Hurry Up”, un pezzo valido, i cui riff sono sostanzialmente appiattiti da uno scarso volume. Chiude l’ottima “Icarus Of Time”, dove in quasi nove minuti i nostri possono dare sfogo alle proprie pulsioni sonore, lasciandoci un’ottima impressione su “The Fugitive”, e facendoci ben sperare per il futuro prossimo della band bresciana. Che dire... Alla prossima!